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NOTA BIOBIBLIOGRAFICA
Benché tutta risolta all'interno di una borghesia della quale seppe esprimere e interpretare le inquietúdini, la vita di Sigmund Freud si identifica nel tempo con lo sviluppo della sua rivoluzionaria concezione delFuomo, e con la diffusione del movimento psicoanalitico stesso, del quale egli fu fondatore e capo carismatico.
E d'altra parte, Tevoluzione di queUo che veniva considéralo al piü il «pensiero» freudiano fu accompagnata dal silenzio e dal disprezzo di poca critica scientifica, dagli svantaggi accademici, economici e sociali comportati da tutta la situazione, e per di piü, fu caratterizzata da una specie di progressivo intestardimento da parte di Freud, convinto d'essere sul punto di trovare, ad ogni nuovo stadio, o d'aver trovato, con sempre maggior sicurezza la pietra filosofale, come dire, la chiave psicologico-psichiatrica, che gli avrebbe permesso di risolvere il problema delle nevrosi, ed al tempo stesso, finalmente, gli avrebbe offerto la possibilitá di ottenere la sua rivincita pratica e morale, risoUevando anche in senso economico le sorti della propria famiglia.
E tutto questo con forti conflitti, ogni volta, pro e contro lo stesso vantaggio d'un nuovo pubblico spostamento in avanti delle tesi, in base ai nuovi dati dell'esperienza, per non scoprire il fianco aUa critica altrui, che immaginava si sarebbe aggiunta disfattisticamente alie sue necessarie motivazioni evolutive circa le posizionl antecedenti giá difese con tanto calore.
Nato il 6 maggio 1856 da modesta famiglia israelitica, a Freiberg (Moravia), Freud attribuiva a questa sua condizione — l'essere ebreo e austríaco — la propria capacita di sopportare^l peso di una posizione impopolare, il miscono-scimento, la solitudine, le accuse, le calunnie che gliene derivavano: quasi una predestinazione.
A Vienna, dove la famiglia si era trasferita quattro anni