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Rose di ieri e di oggi [antikvár]

Rose di ieri e di oggi [antikvár]

 
REMOTE ORIGINICon larga approssimazione, la presenza della razza umana sulla terra si fa hsallre a circa quattrocentomila anni; ebbene, reperti fossili rin-venuti in Giappone, negli Stati Uniti, in Francia, in Germania e in Cecoslovacchia permettono di moltiplicare per cento tale cifra se tras-feriamo l'indagine all'esistenza della rosa. E tuttavia doveroso precisare che. fino ad oggi, nessuno di quei fossili presenta l'impronta dei petali; tuttavia, quei reperti raffigurano foglie complete, singóle foglio-line, rametti con aculei...
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REMOTE ORIGINICon larga approssimazione, la presenza della razza umana sulla terra si fa hsallre a circa quattrocentomila anni; ebbene, reperti fossili rin-venuti in Giappone, negli Stati Uniti, in Francia, in Germania e in Cecoslovacchia permettono di moltiplicare per cento tale cifra se tras-feriamo l'indagine all'esistenza della rosa. E tuttavia doveroso precisare che. fino ad oggi, nessuno di quei fossili presenta l'impronta dei petali; tuttavia, quei reperti raffigurano foglie complete, singóle foglio-line, rametti con aculei appartenenti al genere Rosa. Molti commentatori concordano nel presumere che le rose di epoche preistoriche, al pari delle rose botaniche di oggi, avessero fiori sem-plici, cioe con cinque petali. L'unica rosa nota per avere corolle di quattro petali soltanto fu introdotta in Europa dall'Himalaya alla fine del secolo scorso: si tratta della Rosa sericea. Taie particolarita si trasferisce anche in talune sue varieta; tra queste la Rosa sericea pteracantha ammirata anche per i decorativi, ampi aculei appiattiti, quasi un baluardo rosso che, nei giovani rami, appare traslucido e di consistenza vitrea.Altra rilevante particolarita si ritrova nel netto confine dell'area di diffusione del genere Rosa, ristretto esclusivamente in adatte zone del-l'emisfero settentrionale; conseguentemente, ne deriva la totale assenza di rosal alio stato spontaneo nell'emisfero méridionale. Dopo la datazione, grazie ai reperti fossili, della remota origine della rosa, trascorrono milioni e milioni di anni senza ulteriori testimonianze sull'argomento.Finalmente, nel corso degli scavi intrapresi da Sir Arthur Evans a Cnosso (Creta), la dove sorgeva il famoso palazzo reale di Minőssé (2000 anni circa a.C.) príma lesiónate da un terremoto, poi completamente distrutto da un furioso incendio, sono tornati alla luce fram-menti di pregevoli affreschi di soggetto naturalístico. I visitatori del Museo di Herakiion a Creta dove sono conservati i reperti, restano ammirati di fronte alla forza espressiva di un "uccello blu" che ha dato il noma all'intero affresco e dai fiori che gli fanno contorno (gigli, iris, crochi) e. in particolare, da alcune rose: si tratta della piu antica raffi-gurazione esistente di questo flore, ovviamente anteriore al XV secolo a.C., época del devastante incendio. La scoperta ha suscitato comprensibile interesse tra botanici e rosaisti che hanno anche tentato di stabilire la specie di appartenenza arrivando, per esclusioni successive, all'attuale Rosa gallica cioe la Rosa mi/esia, oppure la Rosa prae-nestina o, forse, la Rosa rubra dei romani. (*)L'anomala presenza dei sei petali su una delle rose di Cnosso e stata autorevolmente attribuita a una personale iniziativa dell'artista che, in tempi lontani, aveva effettuato un restauro; un'altra ipotesi suggerisce che quel fiore con sei petali raffiguri la prima fase di una trasforma-(*) E necessaria l'espresslone dubitativa neiraffermare l'uso in época romana di tale ultimo appellativo; esso appare in lavori botanici della seconda meta del XVIII secolo (Elizabeth Blackwell, Herbarium e Jean Baptiste de Lamarck, Flore française). Krüssmann (in Roses) accenna a Sant'Alberto Magno antedatando la prima testimonianza scritta suH'impiego délia denominazione Rosa rubra all'XI secolo. Anche il botánico Gaspare Bauhin (1550-1624) nel suo Pînax elenca un gran numero di rose sotto il titolo riassuntivo di Rosa rubra nonché una Rosa rubra praecox flore semplid exiguo odoré lasciando dubbi sull'abbinamento con I'odierna Rosa gallica.10

Termékadatok

Cím: Rose di ieri e di oggi [antikvár]
Kiadó: Arnoldo Mondadori Editore
Kötés: Fűzött keménykötés
Méret: 120 mm x 200 mm
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