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ROSSINISTABAT MATERDopo aver sentito a Napoli lo Stabat Mater di G. B. Pergolesi, Rossini avrebbe detto die non si sarebbe mai cimentato alia prova per timore di un confronto. La testimonianza che abbiamo di questa affermazione é abbastanza autorevole per essere vera ed é in ogni caso verosimile, nondie molto rossiniana". Comun-que se ne dimenticó il Rossini stesso, quando mise mano alio Stabat per soddisfare al desi-derio di un illustre prelato spagnolo, da lui cono-sciuto in occasione di un viaggio a Madrid nel 1831.L'anno dopo, correndo il quarantesimo della sua vita, Gioacdiino Rossini invio da Parigi a Madrid un manoscritto musicale cosi titolato e dedicato: Stabat Mater, composto espressa-mente per S. F.cc. Don Francisco Fernandez Varella, Grancroce dell'ordine di Carlo terzo, Arcidiacono di Madrid, Commissario generale della Crozada, a lui dedicato da Gioacdiino Rossini. Parigi, 26 marzo 1832.Il nobile e ricco sacerdote spagnolo (il cui cognome in Ispagna si scrive con una 1" sola) s'accontento di far eseguire una sola volta la composizione a lui dedicata, il venerdi santo del 1833; quattr'anni dopo passo a miglior vita, lasciando ai poveri tutti i suoi beni ter-reni. Tra questi era anche il manoscritto dello Stabat, che gli esecutori testamentari s'affretta-rono a vendere per far soldi, crediamo a fin di bene. Con uno scopo meno disinteressato I'acquirente rivendette la música, che giunse in mano dell'editore Antonino Aulagnier.A questo punto é da dire die lo Stabat Mater in parola era musicalmente figlio di due padri, poidie dopo il sesto pezzo il Rossini se n'era stancato e I'aveva dato a finiré a un suo com-pagno di studi e di giovinezza, allora molto conosciuto nell'ambiente musicale parigino: il bolognese Giovanni Tadolini, oggi uno dei tanti dimenticati.Annunciata I'edizione da lui ritenuta abusiva del suo Stabat, preoccupato andie artistica-mentc per I'incompiutezza dell'opera, Gloac-chino Rossini corse ai ripari; fece nel 1841 un contralto di seimila frandii con I'editore Troupenas per uno Stabat completo, s'afírettó a scrivere i quattro pezzi mancanti e inizio una lunga lite, dapprima privata poi giudi-ziaria, contro I'Aulagnier e lo Schlesinger asso-ciati. Di tuttocio che qui non intéressa, basta dire die la lite fu vinta dalla coppia Trou-penas-Rossini.II 7 gennaio 1842, nella sala Ventadour, alie ore 14, avvenne la prima esecuzione integrale dello Stabat Mater rossiniano; l'avveni-mento, die dal Journal des Débats" fu para-gonato all'esecuzione parigina della Creazione di Haydn, ebbe una risonanza europea, tant'e vero die nello stesso anno ben ventinove citta in Europa ascoltarono la seminuova composizione rossiniana.Nell'eritusiasmo generale, le critiche assun-sero un tono encomiástico, tale da sembrare oggi eccessivo anche ad un férvido ammiratore dell'arte di Gioacchino Rossini. Fra gli scritt d'occasione, e ragguardevole una intelligentf difesa dall'accusa di irreligiosita, consueta contro la música sacra italiana dopo l'eta barocca: esservi due sorta di música religiosa: quella sancita dalla Chiesa nei modi e nelle forme consacrate; quella che Parte offre alla Chiesa, di volta in volta secondo i mezzi e gli spiriti correnti nel momento in cui Topera musicale si manifesta. A questo secondo tipo, evidentemente, appartiene lo Stabat, da giudi-carsi quindi con altro metro die non sia quello ricavato nei tempi in cui Tarte, tutta Tarte, era quasi esclusivamente religiosa. Enrico Heine, con profonda intuizione poetica, esalta il carattere infantile", quant'e dire genuino ed ingenuo, della religiosita dello Stabat; ne fa un'antitesi col Paulus di Mendelssohn, ante-posto come saggio di música cristiana dagli avversari tedeschi del Rossini, contro i quali gia poco prima nello stesso scritto s'era espresso con parole ironidie assai.Unica nota stonata in tanto plauso, un giornale che faceva capo alio Schlesinger, e questo si capisce, come si capisce del resto il noto ignobile scritto che Riccardo Wagner (oltre a tutto legato da interessi alio Schlesinger) pubblicő allora nella Neue Zeitsdirift für Musik"; ma non e da paríame, se non per dire die lo stesso Wagner fece indirettamente una ammenda molto piu tardi con lo scritto assai piu equanime sopra Tincontro con il Rossini, avvenuto diciott'anni dopo.