Bővebb ismertető
Introduzione
di Leonardo Sciascia
In un frammento del Gazzettino del Bel Mondo, Fosco-lo dice: "Addison vide in Milano la colonna infame eretta nel 1630, a ignominia di un barbiere e di un commissario di sanitá condannati al taglio della mano, ad essere squarciati a brani con tanaglie roventi, rotti sulla ruota e sgozzati dopo sei ore di agonía. La peste desclava allora la cittá; e quei due miseri fu-rono accusati di avere sparso veleni e malie per le strade ad ac-crescere la pubblica sventura. E a che pro? I posteri, vergo-gnando della ferocia stolida dei loro maggiori, rasero la colonna infame innanzi la rivoluzione. Addison la vide nel 1700, e ricopiando l'iscrizione, che gli parve di elegante latinitá, narra bonariamente il fatto, come s'ei l'avesse creduto. Eppure era uomo investigatore!
"Or non avrebbe egli illuminato i suoi concittadini e i posteri, se si fosse interessato d'altro che della bella latinitá? Ché, se avesse interrógate gli uomini illuminati d'allora, e in-dagato la veritá, avrebbe potuto trovare le stesse ragioni che Bayle noto di quell'infelice avvenimento."
Ma a che prendersela con l'Addison, in quel caso viag-giatore svagato e soltanto attento al bel latino, se nemmeno il bell'italiano di Manzoni, illuminando quel fatto, é riuscito a portarlo aUa coscienza dei suoi concittadini, contemporanei e posteri? Se ancora questo piccolo grande libro resta tra i meno conosciuti della letteratura italiana?
Ma andiamo per ordine.
La credenza che peste e colera venissero artatamente sparsi tra le popolazioni é antica. La registra Livio, per come ricorda Pietro Verri nelle sue Osservazioni udla tortura, che ap-