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Francesco De Sanctis - Storia della Letteratura Italiana I. [antikvár]

Storia della Letteratura Italiana I. [antikvár]

Francesco De Sanctis

 
PREFAZIONE Francesco De Sanctis, sopraüutto per mérito di Benedetto Croce, suo illuminato sostenitore e continuatore, e oggi giustamente rico-nosciuto come il maggiore, il piu geniale, il piu completo critico letterario italiano del secolo XIX, e la sua Storia della letteratura italiana e non meno giustamente considerata come un opera monumentale, che, nonoatante qualche imperfezione, resiste e résistera al tempo. Prima di quest'opera, apparsa nel 1870, il De Sanctis aveva pub-blicato una prima serie di Saggi critici, nei quali si era...
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PREFAZIONE Francesco De Sanctis, sopraüutto per mérito di Benedetto Croce, suo illuminato sostenitore e continuatore, e oggi giustamente rico-nosciuto come il maggiore, il piu geniale, il piu completo critico letterario italiano del secolo XIX, e la sua Storia della letteratura italiana e non meno giustamente considerata come un opera monumentale, che, nonoatante qualche imperfezione, resiste e résistera al tempo. Prima di quest'opera, apparsa nel 1870, il De Sanctis aveva pub-blicato una prima serie di Saggi critici, nei quali si era gia affermata la sua personalita d'instauratore, in Italia, di una critica «esfeftca», derivata indirettamente da alcuni dei concetti essenziali della dot-trina romántico e basata su un accettazione parziale della dottrina hegeliana. Nella Storia della letteratura italiana, la personalita del De Sanctis e questa nuoüa critica ci si presentano ormai completamente e definitivamente formate, tipiche, inconfondihili. Esse non hanno pia bisogno, come nei primi Saggi critici, di appoggiarsi a frequenti enunciazioni teoretiche, con le quali l'autore aveva indicato a sé atesso la via che avrebbe seguita negli ulteriori sviluppi del suo pen-siero. Ognuno dei capitoli della Storia del De Sanctis fa sentiré rag-giunte e incontestabili Veccellenza e Vefficacia di un método di critica fondato principalmente suU'analisi del pensiero animatore, del-l'ispirazione particolare e degli elementi di bellezza e di potenza di ciascun opera letteraria rimasta viva. II De Sanctis considera ognuna di queste opere come un fenomeno psicologico, e ne ricerca i motivi, e ne studia, interpreta e giudica i mezzi d'espressione, come pure i risultati artistici, basandosi sulle qualité caratteristiche di ogni scrittore, della sua anima, del suo genio, della sua arte, in una quasi totale indipendenza dalle in-fiuenze dell'epoca, delVambiente, delle contingenze in cui lo scrittore visse e si affermé. Con questo suo método, il De Sanctis liberé finalmente Vinda-gine critica dagli angustí limiti che il positivismo le aveva assegnati secondo il concetto materialistico della cosí detta critica storica e filológica. Nello stesso tempo, egli emancipo il giudizio sull'opera •;'í ! i i' I. î SICIL^IANI Il piu antico documento della nostra letteratura e co-munemente creduto la cantilena o canzone di Ciullo (diminutivo di Vincenzo) di Alcamo, e una canzone di Folcacchiero da Siena. Quale delle due canzoni sia anteriore, e cosa puerile disputare, essendo esse non principio ma parte di tutta un'epoca letteraria, cominciata assai prima e giunta al suo splendore sotto Federico II, da cui prese il nome. Federico II, imperatore d'Alemagna e re di Sicilia, chiamato da Dante cherico grande, cioe uomo dottis-simo, fu, come leggesi nel Novellino, nobilissimo si-gnore, nella cui corte a Palermo venía la gente che avea hontade, sonatori, troüatori e belli jaüellatort. E percio i rimatori di quel tempo, ancorche pareccíii sieno d'altra parte d'Italia, furono detti siciliant. Che cosa e la cantilena di Ciullo? E una tenzone, o dialogo, tra Amante e Madonna : Amante che chiede, e Madonna che nega e nega, e in ultimo concede : tema frequentissimo nelle canzoni po-polari di tutti i tempi e luoghi, e che trovo anche oggi a Firenze nella Canzone tra il jrustino e la crestaia. Ciascuna domanda e risposta e in una strofa di otto versi, sei settenari, di cui tre sdruccioli e tre rimati, chiusi da due endecasillabi rimati. La lingua e ancor rozza e incerta nelle forme grammatical! e nelle desi-nenze, mescolata di voci siciliane, napolitane, proven-zali, francesi, latine. Diamo ad esempio due strofe : Amante Molte sono le femine C'hanno dura la testa (1), E Tuomo con parabole (2) (1) Sono ostinate. (2) Parabole o paraole, parole. Nel basso latino si dice parabola.

Termékadatok

Cím: Storia della Letteratura Italiana I. [antikvár]
Szerző: Francesco De Sanctis
Kiadó: Casa editrice Sonzogno
Kötés: Varrott keménykötés
Méret: 120 mm x 180 mm
Francesco De Sanctis művei
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