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PREFAZIONEUna rilettura di Umanismo e terrore pud sembrare, a prima vista, motivata únicamente da interesse storico. II testo sembra datato come pochi altri, legato a una epoca definitivamente tramóntala (quella deWimmediato dopoguerra, della rottura dell'unit a antifascista realizza-ta nella Resistenza, dei contrasti e delle rot ture in seno alla sinistra, della guerra fredda ormai in incubazione e prossima ad esplodere), frutto di una stagione culturale irripetibile (quella dell'incontro e del conflitto fra marxismo e esistenzialismo), costruito a partiré da due og-getti (il processo per tradimento contro Bucharin del 1938 e il romanzo di Arthur Koestler Buio a mezzogiornoj che non sembrano offrire piu, oggi, alcun motivo di polémica. Consacrato ormai come un classico, il secondo (e sia pure un classico dell' anticomunismo di discusso valore letterario), classificato come episodio di violazio-ne della legalita socialista e espressione dei decenni oscuri del culto della personalita, il primo.Letto come attuale, Umanismo e terrore porterebbe addirittura ad esiti paradossali. I comunisti, che al suo ap-parire (in forma di volume nel 1974, in saggi separati su-gli ultimi numeri di Les Temps Modernes deU'anno precedente) accusarono disinvoltamente Merleau-Ponty di fare il gioco dell'imperialismo e del fascismo, oggi non potrebbero accogliere le argomentazioni svolte dall'autore a giustificazione dei processi di Mosca. Dovrebbero anzi respingerle come dono avvelenato in quanto giu-