Bővebb ismertető
Reiterare il tempo
Marcello Sestito
C'é una cosa singolare che si offre alio spettatore attraverso lo sguardo límpido, verginale, eppure inquietante di Zoltan, la volontá di spostare le cose oltre il confine stabilito dal programma, sia esso di impaginazione o di struttura fórmale dell'opera. Tale intuizione, che appartiene a molti della fotografía, risiede nella esplicíta denuncia di una insufRcíenza: ció che noi osserviamo non é mal ci6 che esperiamo, esiste una discrepanza sensoriale che allude sempre ad altro, come se il mondo, sottoposto alia vista, non fosse sufficiente ad essere compreso entro i canoni tradizionali della visione. Visione oggi compromessa da una sorta di memorísmo che si distanzia dalla memoria per Cuso inconsueto di strumenti, siano essi teiematici, cibernetici o altro, come per la fotografía. II memorísmo si nutre di supplementi che spesso sí rivelano in quanto supplementi temporali, estensioni della ínsufficiente memoria. Cosí l'occhío e la mente possiedono questa alternanza tra la loro fissitá visiva e la loro estensione mnemónica.
Ma ció puo essere causa di una semplíce foto che rimanda, allude, metaforizza lo spazio circoscritto entro il perímetro del formato prescelto.
Zoltan Fazekas compíe un ulteriore passaggío: frammenta lo spazio della visione, lo fa a fette, e tali partizíoni temporali, alludendo alia completezza dell'opera. al contempo se ne dístanzíano. Creano uno shock temporale, un corto circuito. Se l'oggetto osservato sí presta a multiple visíoni, cosí la memoria che le é conseguente, se non compagna, estende le sue allusloni, le sue rípetute metamorfosi. Cosí le sinapsi si intrecciano nel tentativo di scoprire una identitá dell'opera ormai ínfranta. É un'operazione che, abbandonata la presunta e univoca comprensione del reale si presta, in piena filosofía contemporánea, dove il chiuso il definito non albergano piü, all'opera aperta echiana. Assistlamo allora ad un'opera che asintatticamente evoca senza essere perentoria, allude senza essere fissa, si traduce in una macchína per il pensiero, moltiplicatore di sensazioni.
Ecco l'oggetto assottigliarsi, ecco le parti di ogni singóla fetta alludere al tutto che non é, come sappiamo, la somma delle partí. Ma quando é la stessa parte ad essere sia parte che tutto, le cose si compiícano.
II tempo a cuí allude l'autore, che ha sondato, rímanendone indenne, il collage e il decollage di retaggio delle avanguardie prima e rotellíano poi, é il tempo reiterato, quel tempo che si nasconde nelle pieghe della storla, tra le fasce slíttanti e pluricomposte delle opere, trattate in una sequenza priva di programma ultimative, sincópate, prive cíoé della certezza sperata, ma aperte alie allusioni o alie illusioni possibili.
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