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INTRODUZIONE GENERALE AL VANGELO
La parola Vangelo deriva dal greco e significa lieto annun-cio o buona notizia.
Nella Chiesa primitiva questo termine non veniva riferito a qualche libro ma alia predicazione degli Apostoli in quan-to trasmetteva gli insegnamenti e ricordava le gesta di sal-vezza operate da Gesü. Fin dall'inizio del ministero il divino Maestro incominció a proclamare il lieto annunzio dell'in-tervento di Dio nella storia umaiia per soccorrere gli afflitti, sanare gli ammalati, per liberare i carcerati. Si stava per realizzare l'avvento del suo regno, che avrebbe segnato l'ini-zio di un'era di pace, di giustizia soprattutto per i poveri, per gli emarginati, per i bisognosi. Dio, in una parola, si sarebbe riconciliato con l'umanitá peccatrice e avrebbe irra-diato su di essa il suo amore e avrebbe elargito i suoi doni di bontá e di salvezza.
Presto si comprese che Dio attuava il suo regno con Topera del proprio Figlio, Gesü Cristo. Soprattutto con la sua passione e morte sacrifícale, con la sua risurrezione egli purificava il mondo dal peccato e lo riconciliava a sé in un nuovo sublime rapporto di amore. La parola Vangelo quindi si riferisce all'intera attivitá salvifica del Cristo, attestata autorevolmente dagU Apostoli. Fu soltanto nella metá del secondo secolo che si incominció a chiamare vangeli alcuni scritti che riportavano la predicazione apostólica su Gesü.
La formazione del Vangelo va ricercata in seno alia comu-nitá cristiana primitiva. Dopo il primo smarrimento per la tragica morte di Gesü, i discepoli incominciarono a unirsi nel suo nome. Confortati da numeróse apparizioni del Ri-sorto, corroborati dal dono dello Spirito, proclamavano la salvezza operata da Dio mediante Gesü crocifisso e risorto per la remissione dei peccati.