Bővebb ismertető
IntroduzionePotrebbe persino apparire scontato - da inevitabile ri-corso a un abusato luego comune - definite la vicenda narrativa di Marisa Madieri come singolare esperienza lette-raria, anómala, fuori dagli schemi consolidati. Eppure il lettore delle due prove narrative qui raccolte non tardera a rendersi conto di trovarsi di fronte non tanto a un esercizio di scrittura, quanto a una esperienza che, prima di essere letteraria, e umana, e che tanto piú riesce valida sul versante letterario, quanto piú profondamente si radica in urgen-ze interiori che fanno deUa scrittura un momento costituti-vo e continuativo del vivere quotidiano. Fuori da mode e correnti. Proprio di una parola seritta, cioe, che in taluni momenti della vita urge a integrare simbióticamente la parola di quotidiana pronuncia o l'interiorita della riflessione privata, e che pertanto chiede queüa concentrazione di pagine che costituisce la regola generale del raccontare della Madieri: quindici anni di creativita narrativa che produco-no un totale di 250 pagine circa, tra racconti e interventi di vario'tipo e i due esÜi volumi, Verde acqua e La radura, donati a distanza di anni Tuno dall'altro, e di scrittura, forma e architettura assai diverse (d'un altro romanzo, Marta, restano invece abbozzi, appunti e alcuni capitoli).Scritti, tutti, acqua e sapone^: ma d'un sapone che rivendica un'insigne marca stilistica: e d'un'acqua di sor-giva trasparenza. Un'acqua - per diría con parole della Madieri che a ben vedere riflettono il suo stesso scrivere - che' Cosí Vittore Branca, su II Sole-24 Ore del 15 setiembre 1996. V