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La migliore arma del Sol Levante Introduzione di Corrado Borbieri Probabilmente nessun altro aereo apparso nella seconda guerra mon-diale ha impressionato gli avversari quanto lo Zero. Le sue folgoranti vittorie del primo anno e mezzo di guerra non sono infatti paragonabili ai successi otte-nuti nello stesso periodo dai caccia degli altri paesi belligeranti. Mentre in Europa l'eccellente caccia tedesco Me 109 trovava un duro e forse supe-riore avversario nello Spitfire, nel Pacifico lo Zero era praticamente in-contrastato. I caccia...
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La migliore arma del Sol Levante Introduzione di Corrado Borbieri Probabilmente nessun altro aereo apparso nella seconda guerra mon-diale ha impressionato gli avversari quanto lo Zero. Le sue folgoranti vittorie del primo anno e mezzo di guerra non sono infatti paragonabili ai successi otte-nuti nello stesso periodo dai caccia degli altri paesi belligeranti. Mentre in Europa l'eccellente caccia tedesco Me 109 trovava un duro e forse supe-riore avversario nello Spitfire, nel Pacifico lo Zero era praticamente in-contrastato. I caccia americani P-40, P-39, P-36, P-35, F4P Wildcat ed F2A Brewster, per non citare altri velivoli piü anti-quati, venivano spazzati dai cieli dal caccia giapponese. I suoi antagonisti erano aerei alquanto superati, gli uni-ci che gli impreparati Stati Uniti po-tessero schierare; ma perché lo Zero era tanto superiore? La risposta si potrebbe riassumere in questi termini: maneggevolezza, notevole velocitá di salita, autonomía. Tutte caratteristiche risultanti da un progetto pienamente riuscito, da at-tribuirsi a Jiro Horikoshi. Rispetto ai contemporanei della categoría lo Zero presentava una linea eccezionalmente pulita, equipaggiato pesava, nella sua prima versione di serie A6M2 Modello 11, solo Kg. 2.400 e aveva un motore da 925 HP. Inoltre i giapponesi avevano avver-tito prima dei loro avversari il problema dell'autonomia, e ancor prima dell'inizio del conflitto mondiale ave-vano previsto l'adozione di un serba-toio supplementäre da applicare sot-to il ventre dello Zero. A tutte queste qualitá del caccia si contrapponeva la sua vulnerabilitä, dovuta ai serbatoi mancanti di pro-tezione; una sola raffica bastava a volte a farlo incendiare e disintegrare in pochi istanti. Nel primo anno e mezzo di guerra le macchine schierate dalla contraparte erano pero quelle anzidette e i loro piloti, seppure addestrati ed esperti, non erano in grado di sfuggire al-l'agilissimo Zero. É facile immaginare quanto questo influisse sul morale dei piloti giapponesi, che dopo i primi scontri in Cina, dove avevano annientato ogni resistenza degli ormai superatissimi caccia di costruzione russa, avevano coito successi a Pearl Harbor, nel Sud-Est Asiático, nelle Filippine e in tutto il Pacifico. Pilotare lo Zero era un piacere,

Termékadatok

Cím: Zero [antikvár]
Szerző: Martin Caidin
Kiadó: Ermanno Albertelli
Kötés: Ragasztott papírkötés
Méret: 120 mm x 180 mm
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