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Introduzione a Giovanni Verga
Col Verga il romanzo del secondo Ottocento trova la sua plena ed originale affermazione: ma pur inserendosi nelle correnti letterarie del tempo, Verismo e Naturalismo, con una comune poetica, che maturo nello scrittore siciliano attraverso un 'austera e severa rinunzia alle suggestioni tardo-ro-mantiche, «l'arte fu per lui», come ha detto il Trombatore, «un fatto della coscienza, prima ancora che del sentimento e della fantasia. In questo senso la sua statura morale trova degno riscontro nel suo secolo, solo in quella del Manzoni» e si traduce in quel capolavori Vita dei campi, I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, Dal tuo al mió, eper il teatro Gavalléria Rusticana e La Lupa, dapprima accettati con diffidenza per la loro novita. Queste con-siderazioni hanno posto il caso Verga come un fenomeno di rilievo nella storia della letteratura e della critica letteraria non privo difermenti, anche ai nostri giomi, dopo l'esame e la scoperta degli ultimi inediti.
L 'opera verghiana, pero, non nasce in un contesto isolato, ma si lega, proprio per differenziarsene, ai modelli letterari antecedenti ed e bene considerare, per póteme apprezzare il valore quasi documentario sia nelle affinita che nella nuova sostanza umana, quale fosse il quadro storico-sociale in cui essa si inserí.
Giá il Romanticismo, con Manzoni prima e con i suoi epigoni poi, adot-tando il modulo del romanzo storico, come ha ben chiarito il Lukács, aveva tracciato per il genere narrativo schemi legati alia realta dei moti nazionali, anche nella rievocazione di eta passate, cariche di significati liberiari, alimentando un rapporto scambievole tra ideali romantici e Risorgimento.
Ilgiovane Verga dei romanzi catanesi fAmore e Patria, I Carbonari della montagna, Sulle lagune) si nutrí dapprima sia della lezione manzoniana che dei modelli tardo-romantici francesi e italiani (dal Dumas al Guerrazzi, dal Sue al Feuillet) ma ben presto sentirá l'istanza di rinnovamento degli stanchi temi, quasi logorati dall'uso o traditi dalla delusione storica.
Ancora una volta per quella condizione un po' isolata e provinciale che l'Italia e la Sicilia particolarmente viveva rispetto al contesto letterario europeo, sara la Francia a batiere nuove strade sin da Honoré de Balzac, stimolando l'esigenza di un realismo crescente e consapevole tradotto nella rappresentazione del ceto borghese della Comédie Humaine, a cui seguirá con Flaubert l'avvio al romanzo sperimentale (Madame Bovaryj configu-randosi del tutto con i De Goncourt, con Maupassant e Zola nel movimento del Naturalismo. Questo rivolse l'indagine del romanzo e della novella alle plebi cittadine e mrali, proprio negli anni in cui il quadro politico europeo (dal 70 all'SO) era dominato dall'imperialismo borghese e dalla Real-Politik